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Credo in un grande Dio – ADORAZIONE 5

Come ormai di consueto, un nuovo album della serie ADORAZIONE tornerà presto a fare da sfondo ai nostri viaggi in auto, alle nostre faccende domestiche mattutine e soprattutto ai nostri momenti di intimità con Dio.
Dopo Ho bisogno di TeMi hai creato per questo e Canti di liberazione degli anni precedenti, stavolta avevo quasi deciso di limitarmi a cantare i brani che mi avrebbero affidato, senza proporre o lasciare andare avanti i miei inediti. È giusto dare spazio anche ad altri eventuali autori o co-autori italiani (e di buoni ne conosco). Qualche mese fa, però, ADI-Media mi ha chiesto espressamente di scrivere un canto e di farlo pensando a un tema ben preciso: la vittoria.
La richiesta è arrivata in un periodo non proprio roseo, dal momento che qualche settimana dopo ho dovuto subire un intervento chirurgico. Per un tipo un po’ fifone come me, la preoccupazione per alcune serie complicazioni a volte c’è stata, ma grazie a Dio tutto è andato per il meglio e – tanto per riferirmi a un altro mio brano – la mia libertà è stata sentire la Sua pace in me.
In questo periodo ho toccato con mano, per l’ennesima volta, la mia incapacità, la mia debolezza, anche fisica, nel fronteggiare la minaccia di un problema – dal mio punto di vista – enorme. Allo stesso tempo non ho potuto fare altro che abbandonarmi alla grandezza della fedeltà di Dio. Ho tratto ispirazione anche da questa esperienza.
All’inizio volevo scrivere un brano che rievocasse l’episodio biblico di Sadrac, Mesac e Abednego nella fornace ardente, ma poi il risultato musicale non mi ha convinto. Ho deciso di riscrivere tutto daccapo prendendo spunto da tutte le vittorie evangeliche più conosciute. Altro tentativo più o meno fallito (è dura scrivere un pezzo edificante quando si è costretti da una “commissione” o ci si impunta sull’uso di immagini ed espedienti retorici che, quando sono troppi, finiscono per soffocare il contenuto, la sostanza). Ma alla fine, concentrandomi sul messaggio che avevo in cuore di comunicare e riflettendo su quello che accomuna tutti i grandi vincitori della Bibbia, sono riuscito a trovare una soluzione che mi ha convinto. Quello che ho sempre voluto dire dall’inizio è che non c’è bisogno di essere forti e valorosi per ottenere una vittoria divina. C’è bisogno del contrario. A differenza di quanto la società arrivista e individualista nella quale viviamo vuole insegnarci, il segreto della vera vittoria non è nella fiducia in noi stessi, ma nella fede in un Dio che, nel momento in cui riceve la nostra resa, la nostra dichiarazione di fallimento, è in grado di trasformare la debolezza in forza e il lamento in grido di trionfo.
Davide vinse il campione dei filistei con una fionda. Il sottoscritto ha vinto (e vincerà ancora) i suoi giganti con l’arma della fede; forse umile e “piccola quanto un granello di senape”, ma sicura, potentissima ed efficace “nelle mani di Jaweh”.

 

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